La giada o giadeite

 

Bentornati, nell’articolo di questa settimana analizzo la pietra dura comunemente chiamata Giada.

Giada è un termine commerciale che comprende in realtà 2 materiali diversi: la Giada (o Giadeite) e la Nefrite. La distinzione è sempre stata un po’ lacunosa e spesso sono stati venduti sotto lo stesso nome. In realtà, nonostante non venga utilizzata una terminologia diversa, ci sono varie differenze.

Iniziamo parlando dei loro colori:

La Nefrite si trova in varie tonalità di colori: dal nero al verde scuro, dal marrone al giallo e al bianco.

La Giada: in tutte le tonalità del verde, rosa, rossa, arancione, giallo-bruno, bruno, nera , color polvere e bianca.

La Giadeite, invece, può essere verde, gialla, porpora, rosa, bianca, arancio, bluastra, marrone e grigia.

La più ricercata è quella verde brillante, conosciuta come Giada Imperiale.

Per quanto riguarda il loro valore:

La nefrite è la meno preziosa, con un rapporto valutativo approssimativo di 1:10, seguita in pregio dalla giada, fino ad arrivare alla più preziosa: la Giadeite. Una vastissima gamma di giade dalle più economiche alle più preziose. Spesso però, nella bigiotteria o sulle bancarelle dei mercatini, vengono vendute giade trattate. Ecco perché consiglio sempre di diffidare di una bella giada dal colore intenso a prezzi troppo bassi.

Ma di cosa sono formate e da dove provengono?

Nefrite, Giada e Giadeite sono formate da cristalli molto compatti, tenaci ed elastici che possono resistere ad elevati valori di pressione. Si trovano in masse ciottolose in depositi alluvionali sui pendii delle colline e nel letto dei corsi d’acqua.

I giacimenti più importanti di Giadeite si trovano nella Birmania del Nord, nel Myanmar si estrae questo minerale dal 1847. Altri giacimenti si trovano in Guatemala, Giappone, Messico e in California.

Vediamo cosa ci racconta la storia.

Molto duttile, la sua morbidezza, viene utilizzata, fin dall’antichità, per produrre manufatti, armi ed oggetti ornamentali, artistici e raffinati.

Da sempre è il portafortuna più potente, l’amuleto per eccellenza, apportatore di saggezza e prosperità.

Apprezzata nella tradizione cinese, ancora oggi usano ancora donare un oggetto di Giada al nascituro, come protezione ed augurio di prosperità.

In America del Sud, nelle civiltà precolombiane la giada è sempre stata più pregiata dell’oro.

In entrambe le civiltà si usava seppellire i morti assieme ad oggetti di giada, ritenendo che questo minerale fosse carico di yang, l’energia vitale maschile, in grado di rivitalizzare i morti.

Infine parliamo del suo utilizzo nel quotidiano.

Tutte le pietre dure trovano oggi un utilizzo terapeutico anche nella vita di noi occidentali. La Giada viene ritenuta evocatrice di saggezza e sincerità, apporta prosperità, amore e lunga vita e protegge dalle avversità. Aiuta a evolversi spiritualmente, a stimolare i sogni, a fare chiarezza sulla propria vita affettiva e a prendere le redini della propria esistenza. Protegge dai malanni ai reni, al fegato, alla milza; equilibra il sistema nervoso.

In bigiotteria e gioielleria viene usata sia in forma sferica per infilare collane e bracciali, che per creare ciondoli, orecchini e anelli nella classica forma cabochon.

Nella collana che sto infilando sono presenti sia le giade verdi che arancioni. Proprio l’enorme varietà di colori e di tonalità ci permette un’infinita scelta per sfruttare al massimo la nostra fantasia, ed essere sempre alla moda con abbinamenti eleganti.

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