Mabe

 

Le perle Mabe sono volgarmente conosciute come mezze perle. Ad una prima e sommaria analisi sembrano delle perle tagliate a metà, ma in realtà sono il risultato di un processo ben diverso e più complesso.

La tecnica di coltura prevede l’inserimento all’interno dell’ostrica di un agente irritante, chiamato nucleo, a forma emisferica. Questo nucleo non viene però inserito all’interno del tessuto molle del mollusco ma direttamente nella conchiglia, tra il mollusco e il guscio.

Come succede nella più classica delle colture, l’ostrica per difendersi da questo “intruso” lo ricopre di madreperla formando una protuberanza chiamata perla a bolla (blister pearl). Dopo che questa bolla perlacea si è sviluppata contro la parte interna della conchiglia, inizia il processo di lavorazione per ottenere una perla Mabe.

Come prima cosa viene estratta dalla conchiglia effettuando un taglio circolare. Il nucleo viene rimosso lasciando solo la parte di madreperla che di solito misura poco più di un millimetro di spessore. Questo sottile strato di madreperla viene riempito nella cavità con una resina e rifinito nella parte esterna con uno strato di madreperla. Per finire viene lisciata eliminando eventuali imperfezioni. Terminato questo trattamento possiamo dire di aver ottenuto una perla Mabe.

Con questo procedimento si ottengono perle di grandi dimensioni ma piatte molto apprezzate e usate in gioielleria.

Vengono montate su ciondoli, anelli ma soprattutto orecchini.

La loro luminosità e le sfumature di vari colori donano particolare luce al viso di una donna.

Il prezzo, molto inferiore a quello delle perle coltivate sferiche, le rendono molto interessanti anche per le ragazze più giovani.